Bonifica.
Equilibrio tra terra e acqua

Bonifica della Romagna

Traino

La nascita dei Consorzi

L'attività bonificatrice - se da parte dei contadini era sempre prevalentemente rivolta a dissodare e piantare terre incolte - si estende talora da parte dei monasteri a maggiori opere idrauliche, per difesa dalle acque, per prosciugamento, per irrigazione.

Queste opere favorirono un processo di rifioritura commerciale che prese forza a poco a poco fino a sfociare nell'età comunale.

Gli statuti dei grandi Comuni e delle Comunità rurali (organi pubblici e collettivi interessati al riscatto della terra) contengono numerosi capitoli riguardanti la regolazione e derivazione delle acque, la costruzione e manutenzione degli argini, dei ponti, delle strade, dei canali di prosciugamento o di irrigazione; essi rivelano altresì il nascere o rinascere di tutta una serie di norme volte a regolare i rapporti fra i singoli nell'opera di conquista, difesa, godimento delle terre e delle acque, a dare ad essa impulso, coordinamento, integrazione. E' in questi tempi che sorgono i Consorzi, originariamente libere associazioni di proprietari per l'esecuzione e la manutenzione in comune di opere di bonifica, che poi i Comuni agevolarono, regolando le derivazioni d'acqua dai fiumi e le servitù di acquedotto ed irrigue; rendendo i Consorzi, sotto determinate condizioni e limiti, obbligatori; codificando infine il principio della partecipazione alle spese in ragione dell'interesse alle opere.

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