Bonifica.
Equilibrio tra terra e acqua

Bonifica della Romagna

Toro

L'affermazione dei Consorzi

Opere di miglioramento fondiario, per iniziativa di grandi e piccoli proprietari, si estesero: soprattutto vasti dissodamenti di terre collinari e nuove piantagioni, con diffusione, in particolare, di gelsi-bachicoltura: è in questi secoli che assume grande sviluppo l'industria della seta. Nella bassa Valle Padana e nel Veneto, questo è un periodo di grandi iniziative, seguite a quelle dei Comuni, così per difesa e bonifica idraulica delle terre come per navigazione interna

I Consorzi per retratti (di bonifica) furono preceduti da quelli di difesa e riparo dei fiumi, con prevalenti compiti di manutenzione e contribuenza, collegati col Magistrato alle acque; sicuramente il loro sviluppo è dovuto all'istituzione del Provveditorato dei Beni inculti del quale essi erano organi.

La loro partecipazione all'attività bonificatrice avveniva generalmente così: riconosciuta un'opera di bonifica utile allo Stato, e come tale da questo approvata, i proprietari interessati erano invitati a costituirsi in Consorzio per provvedere alla sua esecuzione: se essi, almeno per la maggior parte, non consentivano, il Consorzio era obbligatoriamente costituito per ordine della Repubblica. Alla esecuzione delle opere i Consorzi provvedevano, sotto stretto controllo dello Stato, con mezzi finanziari tratti dai contributi consortili (campatici, imposta sui terreni da bonificare introdotta a Venezia nel 1655 durante la guerra di Candia), che erano ripartiti fra i singoli proprietari in ragione del beneficio ricevuto.

Per migliorare l’esperienza di navigazione, questo sito utilizza cookies. Approfondisci OK