Bonifica.
Equilibrio tra terra e acqua

Bonifica della Romagna

Pergamena

La bonifica diventa legge

La prima legge organica sulla bonifica vide la luce nel 1882. Si trattò di una "legge speciale" in quanto non applicabile a tutti i territori del Regno, ma soltanto a quelli inseriti nei "comprensori" delimitati con decreto reale.

la bonifica fu concepita come strumento di risanamento igienico soprattutto per la lotta contro la malaria e perciò ne riconosceva la competenza allo Stato.

Nel 1900 fu promulgato un nuovo Testo Unico della bonifica che coordinò la precedente legislazione, modificò la contribuenza per la realizzazione delle opere (60% Stato, 10% Provincia, 10% Comuni, 20% privati; anticipazione della spesa da parte dello Stato con rimborsi in rate senza interessi da 5 a 30 anni) e l'istituto della concessione per la realizzazione delle opere (introdotto nel 1886 a favore dei Consorzi concepiti come organi di decentramento funzionale dello Stato sia per la progettazione e l'esecuzione delle opere, che per la raccolta dei contributi dei privati) estendendolo anche a Comuni e Province. Intanto prendeva corpo il concetto che la bonifica di un territorio non potesse realizzarsi soltanto con opere idrauliche e stradali, ma si dovesse proiettare verso una nuova vivificazione del territorio che non poteva che iniziare da una valorizzazione agricola dello stesso. Prendeva corpo, cioè, il concetto di "bonifica integrale".

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